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Dipingere con la luce Nei precedenti incontri su queste pagine abbiamo provato a fare un po di tutto abbiamo costruito fotocamere rudimentali con la scatola del detersivo, abbiamo provato a spacciare delle foto mosse per opere d’arte e addirittura ce ne siamo andati in giro a fotografare usando un mattone di vetrocemento al posto del filtro!! Se siete arrivati indenni a questo punto e state continuando a leggere queste pagine, per una volta ...tranquillizzatevi,almeno per questo mese potrete portare avanti la vostra sperimentazione senza che nessuno vi prenda per matti! Proprio così, perché questa volta si lavora al buio e quasi certamente in casa almeno all’inizio. Ma, procediamo con ordine; durante la nostra sperimentazione sul mosso abbiamo fatto muovere il nostro soggetto oppure abbiamo mosso la fotocamera cercando di esplorare e scoprire tutte le variabili che influenzano il risultato finale , questa volta invece lasciamo macchina e soggetto immobili e, certi di risultati altrettanto interessanti, proviamo a muovere la luce e a dipingere con questa i nostri soggetti. Il corredo del “Pittore luminoso” Oltre ad una fotocamera che consenta l’utilizzo della posa B, dovremo munirci di un treppiedi,uno scatto flessibile con dispositivo di blocco del pulsante e pellicole di media sensibilità. E infine... il pennello, una semplice torcia a pile meglio se piccola e potente (se ne avete diverse, tanto meglio),e le vernici, pezzetti di gelatina di diversi colori da mettere davanti alla torcia, per concludere procuratevi dei cartoncini neri con i quali sagomare il fascio di luce del vostro pennello. La preparazione Ancora una volta per cominciare a sperimentare é oltremodo saggio utilizzare soggetti inanimati in quanto per fare una singola foto potrebbero essere necessari diversi minuti al buio e la nostra “cavia” potrebbe non gradire; mettiamo quindi la fotocamera sul treppiedi in una stanza oscurabile inquadriamo, mettiamo a fuoco e , con la lampadina già a portata di mano , spegniamo la luce; a questo punto evitando di inciampare sul treppiedi apriamo l’otturatore della nostra fotocamera in posa B e finalmente cominciamo a dipingere il soggetto accarezzandolo con il fascio luminoso della torcia. Il tempo d’esposizione Naturalmente il nostro principale obiettivo in questa fase é di ottenere sulla pellicola qualcosa di leggibile, cosa non facile se consideriamo che non potendoci affidare all’esposimetro le variabili diventano davvero tante!! Prima fra tutte la potenza della torcia (che dipende anche da quanto le batterie sono cariche!!), poi la sensibilità della pellicola,il colore del vostro soggetto, l’apertura di diaframma, la distanza della torcia dal soggetto e in ultimo il tempo di esposizione. Ed é proprio su questo ultimo parametro che bisogna sperimentare maggiormente, perché visto che la macchina é in posa B, sarà proprio la velocità con cui “pennelliamo” il soggetto, ad avere la funzione di tempo di esposizione! Insomma se la pennellata sarà veloce il tempo di esposizione sarà breve , se la pennellata sarà più lenta la superficie del soggetto avrà più tempo per riflettere la luce e questo equivarrà ad utilizzare un tempo più lento! Quindi utilizzando una torcia a mano non esiste una regola precisa bisogna sperimentare e cercare di standardizzare la propria velocità di pennellata in base ai risultati ottenuti.
Il primo tentativo I miei primi scatti li ho fatti con una pellicola da 100 asa a diaframma tutto aperto, , ho cercato di variare la velocità di illuminazione e la distanza dal soggetto, ho subito ottenuto un ottimo risultato, su trentasei foto realizzate in oltre tre ore, una lascia supporre che il soggetto era la mia amica Adriana che da allora non ho mai più rivisto! Dopo aver perso almeno altre due amiche giungevo finalmente alla conclusione che la torcia utilizzata (una di quelle che usano i medici per ispezionare la gola) era troppo debole, si poteva usarla ma solo “poggiandola” a sfiorare la pelle della modella (che non sempre gradiva) e agendo con un movimento lentissimo. Le prime prove quindi é bene farle con una torcia un po più potente se la dimensione o la forma del fascio di luce non vi soddisfa potete utilizzare dei coni di cartoncino nero per sagomare a vostro piacimento
Tips & Tricks -Durante le riprese quasi sempre vi muoverete all’interno del campo di ripresa, se non volete che sulla foto si vedano le strisce di luce (come nella foto 1) ricordatevi di fabbricare con del cartoncino una specie di paraluce per la torcia, lo stesso se a forma di cono può diventare un sagomatore. -Se invece volete ottenere delle scritte o dei contorni netti come nella foto 2 basterà puntare la torcia verso la fotocamera. -La luce della vostra torcia risulterà in foto quasi certamente giallastra, se volete usare luce di diversi colori potete usare delle gelatine colorate, attenti però, a seconda del colore la gelatina assorbirà luce e quindi la velocità di pennellata dovrà essere più lenta per ottenere la stessa esposizione. -Se decidete di fare foto in cui ci siano diversi colori di luce vi consiglio di prepararvi più torce già filtrate con colori diversi e di mettervele in tasca prima di spegnere la luce, vi assicuro che al buio totale non vi sarebbe facile ritrovare le lampadine, cambiare il filtro colorato etc. senza rischiare di abbattere fotocamera, modella e tutto il resto -Io continuo a parlare di torcia ma in realtà qualsiasi cosa emetta luce può essere usata per dipingere, gli starlight delle canne da pesca, un puntatore laser, il display del vostro cellulare..... spazio alla fantasia dunque!
considerazioni Il risultato di una “pennellata” luminosa e veramente imprevedibile eppure dopo le prime volte ci si ritrova a “danzare” intorno a ciò che stiamo fotografando certi che quella lampadina di quel colore mossa a quella velocità sarà perfetta! Non so come questo accada ma é bellissimo,anche perché mano a mano che si pennella bisogna ricordarsi anzi direi “immaginarsi” tutta la luce che si é già posata sul soggetto senza che questa ci sia più! Ad un certo punto ci si dimentica della fotocamera e forse anche della foto e si ha la sensazione di dipingere davvero! Provare per credere (ed anche per farci vedere le foto!)
Come promesso all’inizio dell’articolo, per una volta vi ho proposto un’attività quasi normale .............beh certo se vi beccano alle due di notte in aperta campagna mentre saltellate acquattati da un fiorellino ad un cespuglio ad una pietra con una lampadina in mano come se foste alla ricerca degli gnomi!!!!!.
Le foto Indirizzando la torcia verso la fotocamera o facendola scorrere molto vicino al soggetto, otteniamo delle strisce di luce nette simili a quelle che lasciano i fari di un’auto sulle cartoline notturne (foto 1 & 2)
In queste tre immagini il fascio di luce della torcia accarezza quasi la pelle dei modelli, andandosi a soffermare nelle zone che maggiormente ci interessa mettere in evidenza (foto 3-4 & 5)
Ecco un light painting effettuato mantenendo la torcia ad una maggiore distanza, con movimenti più dolci e a volte circolari, per fare qualcosa di simile senza pennellare ci vorrebbe uno schema di luci davvero molto complesso, e comunque difficilmente potremmo ottenere lo stesso effetto (foto 6-7 & 8)
Nessuno ci vieta di fare muovere o spostare il nostro soggetto durante l’esposizione, questo é il risultato che si può facilmente ottenere (foto 9)
Per ottenere dei risultati più precisi in queste due immagini pubblicitarie ho dapprima misurato l’esposizione della luce emessa dalla torcia da ferma (che nel caso specifico era di circa 3 secondi) , quindi ho effettuato una serie di esposizioni multiple di 3 secondi ciascuna pennellando ogni volta una piccola parte del soggetto con rapidi movimenti(foto 10 & 11)
La “costosa” attrezzatura utilizzata per realizzare queste immagini (foto 12)
Di Salvo Veneziano Scuola della Fotografia Palermo
Foto di
Dodo Veneziano
Salvo Veneziano
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