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SABATTIER, EFFETTO. Intervento per la realizzazione di una semplice solarizzazione. Esponendo brevemente a luce bianca (attinica) un foglio di carta sensibile non esposto, ma non del tutto sviluppato, si ottiene un’inversione di toni nelle zone bianche dell’immagine che non sono state ossidate dall’azione dello sviluppo.
SALI D’ARGENTO. Composti sensibili alla luce formati da sali di vari alogeni, come bromo, cloro e iodio utilizzarti per sensibilizzare la carta fotografica per ingrandimenti.
SATURAZIONE. Si dice saturo un colore dall’aspetto pieno, carico e non contaminato da altri colori. Indica la vivacità o l’opacità che un colore può assumere, ossia quanto esso è vicino al grigio oppure al colore pieno.
SATURAZIONE (digitale).La purezza della tinta di un colore, variabile tra il grigio e il colore puro. Un’alta saturazione corrisponde ad un colore intenso. Nel modello cromatico HLS, anche la tonalità e la luminanza hanno effetti sull’aspetto di un colore.
SBIANCA. Il trattamento di sbianca rende pressoché invisibile l’immagine all’alogenuro d’argento (sia positiva che negativa). La tecnica viene utilizzata prima di eseguire il viraggio o altri trattamenti di elaborazione. L’immagine torna visibile dopo un nuovo bagno di sviluppo.
SCADENZA. Per fornire i migliori risultati ogni emulsione fotografica deve essere utilizzata entro un determinato periodo di tempo dal momento della fabbricazione. Su ogni confezione è indicata dalla fabbrica la data di scadenza. Dopo tale data, soprattutto se la pellicola non è stata ben conservata, (in ambiente asciutto ed a temperatura non superiore ai 20-22°C) si determina un calo di sensibilità e, per le pellicole a colori, una possibile alterazione della resa cromatica.
SCALA DEI GRIGI. Consiste in una serie di toni di grigio che passano dal bianco al nero attraverso dei gradini che variano con densità costante e nota. Tra un gradino e l’altro può esserci una differenza di densità pari a 1/3, 1/2 o un diaframma intero. La scala dei grigi è soprattutto utile per valutare il comportamento delle pellicole quanto alla latitudine di posa o all’uso di rivelatori diversi.
SCALA FAHRENHEIT. Questa speciale scala termometrica oggi in uso solo negli Stati Uniti presenta il vantaggio di suddividere i gradi con maggiori intervalli rispetto alla scala Celsius in centigradi. Si basa su un punto di ebollizione dell’acqua a 221°F e di congelamento a 32°F. Il nome della scala viene da quello dello scienziato tedesco che la creò. Una formula approssimativa per trasformare i gradi Fahrenheit in Celsius è: C=F-32/2.
SCALA Log-e. Gamma delle esposizioni espressa su scala logaritmica (base 10). Su questa scala, un incremento di 0,3 equivale ad un raddoppio dell’esposizione.
Scanner. Apparecchio per digitalizzare originali trasparenti ed opachi per il trasferimento di fotografie testi o disegni al computer. Esistono modelli professionali e amatoriali di ogni prezzo.
SCATTO FLESSIBILE. Consente di poter azionare l’otturatore (o di mantenerlo aperto usando la posa B) senza trasmettere vibrazioni all’apparecchio fotografico. Perché sia efficace, dev’essere lungo almeno 30cm ed perfettamente flessibile.
Scheda. Un’unità di espansione hardware che viene installata all’interno del computer, in appositi alloggiamenti presenti sulla scheda madre.
SCHERMO DI MESSA A FUOCO. I raggi che passano attraverso l’obiettivo degli apparecchi reflex monobiettivo vengono rinviati da uno specchio posto a 45° all’interno della fotocamera verso uno schermo finemente smerigliato dove si forma l’immagine visibile attraverso l’oculare. Grazie ad esso è possibile comporre l’inquadratura e mettere a fuoco il soggetto. Al centro dello schermo di messa a fuoco degli apparecchi manuali è presente un sistema ottico per la messa a fuoco di precisione. Alcuni apparecchi reflex consentono la sostituzione dello schermo di serie con altri adatti ad impieghi specifici. Negli apparecchi reflex autofocus lo schermo mostra l’area del sensore o dei sensori AF impiegati.
SCRIPT. Lista di istruzioni (di un programma) seguendo le quali il computer è in grado di svolgere una data operazione.
SCSI. Small Computer System Interface (Piccola Interfaccia di Sistema per Computer). Una porta veloce per la connessione di computer a hard disk e altre periferiche, come ad esempio alcuni scanner. Si pronuncia “scasi”.
SEMIMATT. Tipo di superficie della carta sensibile. Liscia, quasi vellutata, è leggermente opaca per non riflettere la luce.
SENSIBILITA’. Rappresenta la proprietà dell’emulsione di una pellicola a reagire può o meno velocemente alla luce. La sensibilità viene misurata in base alla luce necessaria per ottenere un determinato annerimento o densità secondo gli standard stabiliti dalla Iso. La sensibilità è data dalla dimensione dei grani d’argento utilizzati. In pratica più i grani sono grandi più la pellicola è sensibile in quanto essi sono più capaci di catturare fotoni al momento dell’esposizione. Ciò spiega perché le pellicole di alta sensibilità producono immagini con grana più evidente specie nei forti ingrandimenti. I grani di alogenuro d’argento reagiscono al momento dell’esposizione alla luce e quelli che hanno ricevuto la giusta quantità si trasformeranno in argento metallico durante lo sviluppo.
SENSIBILIZZATORI OTTICI. Componenti chimici utilizzati nella fabbricazione delle pellicole per ottenere il grado di sensibilità richiesto.
SEPARAZIONE DEI COLORI. Procedimento fotomeccanico per la stampa tipografica. L’immagine originale a colori viene separata attraverso filtri blu, verde e rosso in negativi in bianco e nero ad alto contrasto. I negativi serviranno in successione per stampare positivi relativi al giallo, rosso e blu.
SERVOFLASH. Dispositivo a fotocellula per lo scatto sincronizzato di flash elettronici senza l’uso di cavetti di collegamento.
SET. E’ la scenografia costruita in studio o in esterni pronta per essere illuminata e ripresa.
SEZIONE AUREA. E’ il rapporto proporzionale che esiste tra due parti di un segmento quando quella più corta sta a quella più lunga come quest’ultima sta all’intero segmento. In base a questa proporzione che si ritrova nelle spirali delle conchiglie e nelle stesse galassie, per secoli gli artisti hanno cercato di posizionare i soggetti in rapporto all’ambiente circostante in base a questa relazione matematica che ne garantisse il valore estetico.
SINCRO FLASH. Indica il tempo di otturazione più breve che è possibile usare con gli otturatori impiegando il flash elettronico. In particolare, con gli otturatori a tendina il flash deve lampeggiare nell’istante in cui l’otturatore scopre completamente la pellicola. Il tempo di sincronizzazione più o meno breve dipende dal tipo di tendine (a scorrimento verticale o orizzontale) e dalla velocità di scorrimento delle tendine stesse. Gli otturatori muniti di tendine a scorrimento verticale consentono tempi di sincronizzazione più brevi (da 1/125a 1/300 di sec.) rispetto a quelli a scorrimento orizzontale (da 1/60 a 1/90 di sec.). Il vantaggio del tempo breve di sincronizzazione sta nel fatto che è possibile utilizzare il flash di giorno per schiarire le ombre senza rischiare di ottenere una doppia immagine dovuta al tempo di esposizione troppo lungo. Gli otturatori centrali a lamelle posti tra le lenti degli obiettivi offrono una sincronizzazione integrale in quanto per qualunque tempo di esposizione essi debbono aprirsi completamente e perché la loro posizione, così come il diaframma, non determina alcuna vignettatura dell’immagine.
SINTESI ADDITIVA. Processo che riproduce i colori del soggetto sommando insieme differenti quantità di luce dei colori primari (blu, verde, rosso).
SINTESI SOTTRATTIVA. Processo con il quale si rappresentano i colori del soggetto, sovrapponendo immagini gialle, magenta e cyan. Ciascuno di questi colori sottrae rispettivamente dalla luce bianca quantità di blu, verde e rosso. Per ottenere una certa tonalità cromatica si debbono sottrarre alla luce bianca percentuali di colori complementari.
SISTEMA ZONALE. Si tratta di una tecnica avanzata per la fotografia in bianconero elaborato dal fotografo Ansel Adams che mette in relazione la gamma delle luminanze del soggetto con il tipo di sviluppo del negativo per giungere ad una esposizione capace di portare ad un risultato di stampa eguale a quello immaginato al momento della ripresa. La gamma di luminosità della scena viene suddivisa in nove zone corrispondenti ad altrettanti toni di grigio sulla stampa finale. La differenza tra una zona e l’altra, dal nero al bianco, è quella che si ottiene variando l’esposizione di un diaframma. La zona V centrale è quella considerata media e sulla quale sono tarati tutti gli esposimetri. Considerato che questi leggono ogni area più o meno illuminata come se fosse di tonalità media, il fotografo è in grado di calibrare l’esposizione in modo che ogni zona assuma nella stampa finale il giusto annerimento. Esponendo una parete bianca senza alcuna correzione essa risulterebbe in stampa di tono grigio medio. Lo stesso accadrebbe fotografando una lavagna. La differenza di esposizione tra le varie zone è pari ad un diaframma, pertanto, correggendo l’esposizione, il fotografo potrà determinare prima dell’esposizione l’intensità di grigio che assumerà una certa area e, di conseguenza, tutte le altre. Combinando al tipo di correzione il tipo di sviluppo più o meno energico del negativo, è possibile giungere a risultati di stampa di estrema efficacia.
SLITTA PORTACCESSORI. Di tipo universale, permette l’applicazione di un flash o di altri accessori, sull’apparecchio. La slitta è dotata di uno speciale sistema di contatti elettrici (contatti dedicati) per il controllo automatico dei flash speciali adatti a singoli apparecchi. Un contatto centrale (contatto caldo) consente anche con gli apparecchi recenti di utilizzare in modo manuale o semiautomatico i flash non dedicati.
SLOW SYNC. Tecnica di sincronizzazione della luce lampo nei notturni che consiste nell’impiego di un’apertura di diaframma corretta per il soggetto vicino illuminato dal flash e di un tempo di otturazione sufficientemente lungo tale da consentire l’esposizione corretta delle zone illuminate dalla sola luce ambiente. In molte fotocamere sia reflex che compatte questa funzione, che si ispira alla classica tecnica dell’open flash, viene eseguita in totale automatismo.
SLR. Acronimo di Single Lens Reflex, fotocamera reflex monobiettivo usato nel gergo anglosassone.
SOFFIETTO. Tubo in stoffa o pelle costruito in modo da potersi estendere e comprimere restando sempre a tenuta di luce è utilizzato ancora sugli apparecchi di grande formato d’uso professionale. La sua flessibilità consente di poter effettuare il basculaggio ed il decentramento.
SOFFIETTO MACRO. Inserito tra il corpo di un apparecchio fotografico e l’obiettivo consente di aumentare la distanza tra obiettivo e piano pellicola e quindi di mettere a fuoco soggetti molto piccoli a brevissima distanza. Il soffietto, montato su un binario a cremagliera consente di regolare in modo continuo la distanza tra corpo ed obiettivo. Con obiettivi di corta focale è possibile raggiungere ingrandimenti fino a 4 o 5 volte quelli dell’originale.
SOFTBOX. Sorgente luminosa contenuta in una struttura riflettente dotata di un frontale traslucido usata per diffondere ed ammorbidire la luce. Ha minori dimensioni di un bank.
Software. Serie di istruzioni che permettono all’hardware di un computer di lavorare. Il software può esistere sotto forma di programmi, sistemi operativi, driver di apparecchiature e macro.
SOLARIZZAZIONE. L’effetto creativo ottenuto esponendo alla luce bianca una negativa o una stampa bianconero durante lo sviluppo per un tempo brevissimo da individuare in via sperimentale. La luce bianca provoca l’inversione di toni nelle zone non esposte in fase di ripresa e quindi non ossidate, nemmeno parzialmente, dall’azione dello sviluppo.
SORTER. Termine americano per indicare i visori per diapositive dotati di piano inclinato retroilluminato con luce standard (5000K).
SOTTOESPOSIZIONE. Errore di esposizione dovuto all’impiego di un tempo troppo breve o di un’apertura di diaframma troppo chiusa rispetto all’intensità luminosa per la sensibilità della pellicola. A seconda della pellicola impiegata produce un negativo trasparente o un positivo molto scuro.
SOVRAESPOSIZIONE. Errore dovuto all’impiego di un tempo di esposizione troppo lungo o di un’apertura di diaframma troppo aperta rispetto all’intensità luminosa per la sensibilità della pellicola. A seconda della pellicola impiegata produce un negativo molto scuro o un positivo molto trasparente.
SPAZIO COLORE(digitale). Uno spazio, oppure un modello, tridimensionale all’interno del quale è possibile rappresentare i tre attributi del colore: sfumatura, saturazione e luminosità (per esempio, spazio colore CIE ).
SPECCHIO. E’ l’elemento fondamentale del sistema reflex. Uno specchio posto a 45° davanti al piano focale dell’apparecchio rinvia i raggi luminosi in alto verso uno schermo smerigliato posto orizzontalmente alla stessa distanza dalla flangia anteriore dell’innesto degli obiettivi del piano focale. Attraverso un prisma (pentaprisma) l’immagine formata sullo schermo viene convogliata ad un oculare attraverso il quale il fotografo potrà inquadrare esattamente il campo abbracciato dall’obiettivo usato. Lo specchio, in alcuni apparecchi reflex, può essere sollevato manualmente per ridurre le vibrazioni nelle riprese ad alto rapporto di riproduzione; in questo caso la fotocamera deve essere fissata ad un treppiedi o ad uno stativo per riproduzioni. In passato, il sollevamento consentiva anche l’uso dei supergrandangolari di tipo non retrofocus, che penetravano molto all’interno del corpo e che avrebbero impedito il movimento dello specchio. In questi casi veniva adottato un mirino ottico separato per l’inquadratura.
SPETTRO. All’interno delle radiazioni elettromagnetiche, dai raggi gamma alle frequenze radio, è compreso lo spettro, cioé l’insieme delle radiazioni monocromatiche rese visibili all’occhio umano da un prisma colpito da un sottile fascio di luce solare. Lo spettro si estende dai 400nm del blu ai 700nm del rosso. A queste radiazioni è sensibile l’emulsione di una normale pellicola pancromatica in bianconero o a colori.
SPIA AVANZAMENTO. In alcuni apparecchi è previsto un segnale che indica il corretto avanzamento della pellicola. Questo consente al fotografo di accertare che la pellicola è stata caricata correttamente e che avanza regolarmente caricando la fotocamera con la leva o a motore.
SPUNTINATURA. Intervento eseguito con pennelli finissimi o speciali matite mirato all’eliminazione di eventuali puntini bianchi o neri dalle stampe causati da graffi o granelli di polvere non eliminati dal negativo prima della stampa.
STAMPA A CONTATTO. Si ottiene mettendo a contatto il negativo con la carta sensibile curando che l’emulsione della pellicola (parte opaca) sia rivolta verso il basso. E’ stato il primo sistema di stampa fotografica. Oggi è utilizzato per la stampa dei provini o per la stampa di negativi di grande formato. Per assicurare il perfetto contatto si usa un pesante cristallo perfettamente pulito.
STAMPANTE INK-JET. Apparecchio per la stampa di un’immagine digitalizzata su carta per mezzo di microscopici getti d’inchiostro a quattro o più colori. Le copie ottenute con stampanti ink-jet non assicurano una durata pari a quelle delle stampe su carta colore tradizionale ma la qualità è ormai identica.
STATIVO. Sostegno verticale per le luci o i flash nello studio dotato di tre zampe chiudibili ad ombrello.
STATIVO DA RIPRODUZIONE. Dispositivo a colonna con braccio regolabile in altezza cui si fissa la fotocamera per eseguire riproduzioni di documenti, disegni, fotografie, piccoli oggetti, reperti, ecc.
STIGMOMETRO. Dispositivo ottico applicato agli schermi di messa a fuoco. Non più utilizzato, consiste in una lente cilindrica che spezza l’immagine quando è fuori fuoco. Spesso confuso con il telemetro ad immagine spezzata.
STILL LIFE. Termine per indicare la fotografia professionale di oggetti per pubblicità, cataloghi, documentazione, ecc. Viene generalmente eseguita in studio con fotocamere di grande formato.
STILL VIDEO. Termine obsoleto per indicare i primi sistemi analogici per la realizzazione di immagini video fisse.
STRATO ANTIALONICO. È uno degli strati non sensibili presenti le pellicole in bianco e nero e a colori. Interposto tra il supporto e l’emulsione ha il compito di assorbire la luce in eccesso non assorbita dall’emulsione per impedirle di venir riflessa verso l’emulsione oscurando le zone adiacenti a quelle delle alte luci e creando una sorta di alone attorno ai bordi delle zone più chiare.
SUPERFICIE MATT. Superficie opaca non riflettente impiegata sulle carte da stampa.
SVILUPPO FORZATO. Per salvare un negativo sottoesposto o per spingere oltre il valore nominale la sensibilità di una pellicola è possibile forzare lo sviluppo utilizzando tempi più lunghi del normale. Il risultato è accettabile pur con una certa perdita di definizione. Alcune pellicole, tuttavia, sono fabbricate anche in funzione del trattamento forzato e possono quindi essere esposte per sensibilità diverse con ottimi risultati.
SVILUPPO. Vedi rivelatore.