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I

ICONA. Una semplice immagine descrittiva di un programma, un comando, un file o un concetto in computer dotati di interfaccia grafica come Windows o Macintosh.
ILLUMINAMENTO. È la misura della quantità di luce incidente proveniente da una sorgente luminosa e che cade su una superficie. Viene misurato in lux. Un punto posto ad 1m da una sorgente di luce da 1 candela riceve un illuminamento di 1 lux.
ILLUMINATORE AF. Sorgente di raggi infrarossi o luce continua visibile, presente in alcune fotocamere autofocus, o incorporata in alcuni apparecchi autofocus per consentire la messa a fuoco al buio (entro 3 o 4 metri). L'illuminatore proietta un fascio di luce sul soggetto aumentandone il contrasto il modo che l'autofocus possa rilevarne la massima nitidezza. Talvolta viene usata, al posto di un illuminatore, la stessa lampada del flash che emette una breve serie di lampi.
IMAGING. Con questo termine si indica l'insieme dei prodotti e delle attività industriali o commerciali collegate alla produzione di immagini con qualunque sistema, sia analogico che digitale.
IMAGESETTER/FILM RECORDER. Una periferica ad alta risoluzione, maggiore di 1000dpi, che permette di trasferire su pellicola o carta fotografica un'immagine generata da computer.
IMMAGINE A TONO CONTINUO. È quella che presenta numerosi toni intermedi di grigio fra il bianco e il nero con una variazione della densità continua.
IMMAGINE AL VIVO. Espressione usata nel gergo grafico per indicare una fotografia che si estende ai limiti del formato di una pagina di giornale senza alcun margine.
IMMAGINE AL TRATTO. Immagine ad alto contrasto priva di mezzi toni.
IMMAGINE DIGITALE. È la fotografia scattata con una fotocamera digitale o ottenuta attraverso la scansione di negativi, diapositive o stampe con un scanner. Al contrario dell'immagine all'alogenuro d'argento, quella digitale (convertita in forma binaria) può essere duplicata senza perdita di qualità. Può essere ritoccata con relativa facilita per creare effetti speciali, aggiustamento cromatico o per restaurare originali danneggiàti con un programma di fotoritocco.
IMMAGINE FLOU. La fotografia che pur essendo perfettamente a fuoco mostra un dettaglio molto sfumato e morbido è detta flou. L'effetto, usato specialmente nel ritratto, si ottiene o con l'uso di speciali e costosi obiettivi, con l'applicazione di un filtro diffusore sull'obiettivo standard o di una calza di nylon o, infine, spalmando un sottilissimo strato di vaselina sul bordo più esterno di un filtro UV incolore.
IMMAGINE LATENTE. L'esposizione alla luce di una pellicola fotografica produce un mutamento invisibile dello stato dei grani di alogenuro d'argento sospesi nella gelatina dell'emulsione. Questo mutamento produce l'immagine latente che diventa visibile dopo il trattamento di sviluppo che moltiplica il suo segnale originale di circa un miliardo di volte.
INATTINICA. È la luce prodotta dalle lampade di sicurezza per camera oscura che non ha effetto sulle emulsioni fotografiche. La luce attinica ha la capacità di alterare o creare effetti chimici o elettronici.
INCURVATURA. Difetto della carta prodotto dall'umidità oppure, meccanicamente, in fase di produzione, stoccaggio o stampa. Può prodursi con le carte baritate dopo l'essiccamento. L'incurvatura, caratterizzata da una serie di ondulazioni, può essere prodotta anche dall'impossibilità di un'emulsione schiacciata sotto vetro si dilatarsi o comprimersi a seconda dell'umidità e della temperatura.
INDEBOLITORE. Sostanza chimica capace di ridurre (totalmente o localmente) la densità di un'immagine già sviluppata.
INDEX PRINT. Piccolo provino a colori formato 10x15cm nel quale vengono stampate in miniatura le immagini contenute in una pellicola. Viene fornito sia per il formato 35mm che con il formato APS. In questo caso riporta il numero di identificazione del caricatore nel quale e conservata la pellicola di origine.
INDICE DI CONTRASTO. Misura del contrasto (CI) preferita al classico gamma (inclinazione del tratto rettilineo della curva caratteristica di una pellicola bianconero) in quanto la curva caratteristica delle pellicole più recenti non mostra più un vero e proprio tratto rettilineo e perché spesso le ombre cadono al piede della curva stessa. L'indice di contrasto serve a determinare la gradazione di carta ideale per la stampa, ma non è sufficiente a garantire risultati identici da due pellicole aventi stesso indice a causa delle molte variabili (esposizione, contrasto della scena, riflessi interni all'obiettivo, ecc.). L'indice di contrasto si determina utilizzando una speciale scala graduata trasparente da sovrapporre alla curva caratteristica della pellicola.
INDICE DI RIFRAZIONE. Quando un raggio di luce monocromatica attraversa un cristallo la sua velocità (circa 300.000km al secondo) si riduce di circa 1/3 a causa della densità del mezzo. Questo rallentamento determina una deviazione dal suo andamento rettilineo detta rifrazione. L'angolo costituito dal raggio incidente con la normale del mezzo che deve attraversare e detto angolo di incidenza. L'angolo formato all'uscita del mezzo e detto angolo di rifrazione. Il rapporto tra il seno dell'angolo di incidenza ed il seno dell'angolo di rifrazione fornisce l'indice di rifrazione. L'indice di rifrazione rappresenta la capacità di un vetro ottico di deviare più o meno i raggi che lo attraversano. Ogni mezzo ha un suo indice di rifrazione costante calcolato quando il primo mezzo è l'aria. L'indice varia a seconda della radiazione (lunghezza d'onda): i raggi blu subiscono una deviazione superiore a quella del rosso. Per questo motivo, grazie al diverso indice di rifrazione dei colori dello spettro visibile, un prisma separa la luce bianca nei colori dell'arcobaleno.
INFINITO. Distanza ideale pari a circa 30-40 lunghezze focali di un obiettivo. Nella posizione di infinito i gruppi ottici di un obiettivo si trovano alla minima distanza dal piano focale.
INFRAROSSO. Radiazione invisibile all'occhio umano. All'interno dello spettro elettromagnetico si estende da 720 a 1200 nanometri.
INGRANDIMENTO. Si usa
per valutare il rapporto fra le dimensioni di un negativo e di una sua stampa di dimensioni maggiori. L'ingrandimento di dieci volte di un negativo si indica con 10X.

INGRANDITORE. Apparecchio per la stampa di dei negativi. È costituito da una lampada un condensatore un portanegativi ed un obiettivo. La testa nella quale tutto ciò è incorporato può essere spostata in verticale su una colonna per variare l'ingrandimento.
INKJET. Sistema di stampa che si basa sull'emissione di microscopiche gocciòline d'inchiostro attraverso una speciale testina. È il metodo più diffuso ed economico per realizzare stampe a colori di qualità fotografica.
INNESTO OBIETTIVI. Consente l'intercambio degli obiettivi. Una volta il più diffuso era quello a vite (come l'innesto Pentacon-Pentax 42x1mm) ora sono quasi tutti a baionetta. In questo caso, i diversi tipi adottati dalle varie case rendono impossibile il montaggio di obiettivi originali dell'una sugli apparecchi dell'altra.
INQUADRATURA. È la parte della scena o dell'ambiente che viene selezionata dal fotografo attraverso il mirino.
INTENSIFICATORE. Soluzione in grado di aumentare (rinforzare) la densità generale o il contrasto di un'immagine mediante aggiunta di sali d'argento metallico.
INTENSITA' LUCE. Data una sorgente luminosa puntiforme, l'intensità di luce che arriva su una determinata superficie è inversamente proporzionale al quadrato della distanza dalla sorgente luminosa stessa. Al contrario, dimezzandosi la distanza, aumenta di quattro volte l'intensità.
INTERFACCIA PARALLELA. Interfaccia tra un computer e una stampante in cui il computer può inviare bit multipli di informazione simultaneamente. Conosciuta anche con la denominazione di interfaccia Centronics.
INTERFACCIA SERIALE. Interfaccia tra un computer e un apparecchio seriale, come un modem o una stampante, a cui il computer invia singoli bit di informazioni in modo sequenziale.
INTERNEGATIVO. Negativo (generalmente a colori) ottenuto riproducendo una diapositiva per ricavarne una o più stampe a colori. Il sistema è stato superato dalle carte positive per la stampa diretta da diapositiva e dai sistemi di scansione digitale.
INTERPOLAZIONE. È un metodo per aumentare la risoluzione apparente di un'immagine. Il programma fa una media fra la densità di due pixel adiacenti e inserisce fra di essi un pixel di tale densità.
INVERSO DEL QUADRATO, LEGGE. La quantità di luce che cade sul soggetto (illuminamento) da una sorgente puntiforme, è inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Ciò significa che fatto 1 l'illuminamento alla distanza di un metro, esso sarà pari a 1/4 a due metri, a 1/9 a tre metri e Così via. Considerata infinita la distanza del sole, la legge non si applica alla luce diurna.
ISDN. Integrated Services Digital Network, uno standard di telecomunicazione che permette di trasmettere via linea telefonica informazioni digitali ad alta velocita.
ISO. International Standards Organization, ente preposto alla normativa degli standard
. In fotografia la sigla Iso relativa alle pellicole fotografiche indica la loro sensibilità. Gli indici Iso hanno sostituito, accorpandoli, i vecchi indici aritmetici Asa (American Standards Association) e gli indici logaritmici Din (Deutsche Industrie Normen). La sensibilità di una pellicola normale è indicata con Iso 100/21. Tuttavia, nel linguaggio fotografico si utilizza ormai solo la prima parte dell'indice e ciòe quella aritmetica. In questo caso il raddoppio dell'indice indica il raddoppio della sensibilità. Una pellicola 200 Iso è del doppio sensibile di una da 100 Iso e richiede quindi un'esposizione dimezzata. Una pellicola da 200 Iso è, invece, sensibile la metà rispetto a una da 400 Iso e quindi richiede un'esposizione doppia. La sensibilità di una pellicola viene calcolata in base alla sua capacità di ottenere una certa densità in condizioni standard di esposizione e trattamento.

ISTOGRAMMA. La rappresentazione di un'immagine mediante un grafico che ne mostra la distribuzione dei livelli di grigio o di colore.