E
EFFETTO CALLIER. I
raggi di luce che attraversano le zone trasparenti del negativo
vengono riflessi dalle zone più dense o diffusi fra i granuli d'argento in modo
che l'assorbimento di luce è maggiore di quanto non dovrebbe essere. L'effetto
Callier spiega l'aumento di contrasto nell'ingrandimento di negativi con zone
molto dense con l'impiego di ingranditori a
condensatore. Si rimedia usando ingranditori a luce diffusa.
ELABORAZIONE
DELLE IMMAGINI. Nella
fotografia digitale, l'insieme delle tecniche usate per modificare il valore
dei pixel che compongono l'immagine, al fine di correggerne o alterarne il
contrasto, la luminosità; cambiarne le dimensioni o la forma, o il dettaglio.
ELICOIDE. I gruppi ottici di un obiettivo vengono montati all'interno di un tubo di ottone o plastica,
l'elicoide, caratterizzato da guide con andamento elicoidale utili allo
spostamento avanti indietro degli stessi ai fini della messa a fuoco.
EMOLLIENTE
(AGENTE). Detergente utilizzato in minima quantità per abbassare la tensione
superficiale dell'acqua. Serve anche a coadiuvare l'azione di soluzioni
basiche e per facilitare l'asciugatura uniforme delle pellicole in modo che
sulla superficie non restino residui calcarei. È anche detto imbibente.
EMULSIONE. Insieme di sali d'argento sensibili alla luce
sospesi uniformemente in gelatina. L'emulsione viene
stesa ancora liquida sul supporto (base) della pellicola.
EPSF. Encapsulated PostScript Format, è un formato di
file largamente usato nelle applicazioni di editoria elettronica. Oltre ai
dati, il file contiene dei comandi addizionali PostScript che incapsulano i
dati e li rendono gestibili in altri tipi di documento.
ESPOSIMETRO. Strumento per la misurazione dell'intensità
luminosa capace di fornire i valori di tempo di esposizione
e di diaframma per ottenere con una pellicola di una data sensibilità un
negativo perfettamente esposto. È ormai incorporato in quasi tutti gli
apparecchi fotografici. I limiti della capacità di effettuare
misurazioni attendibili da parte dell'esposimetro vengono indicati in valori
luce (EV) o candele per metro quadro (cdm2, unita di misura della luminanza). Tanto più estesa è la gamma tanto maggiore è la capacità del
sistema di misurare nelle basse come nelle alte luci. Per il funzionamento
dell'esposimetro occorre un elemento sensibile alla luce che possa
produrre una corrente elettrica o una resistenza direttamente proporzionale
all'intensità luminosa che lo colpisce. Il selenio, elemento principe negli
anni Cinquanta, colpito dalla luce produce una modestissima corrente elettrica
che, opportunamente amplificata, fa muovere l'ago di un galvanometro. Al
contrario, il solfuro di cadmio (CdS), Così come il fosfo-arseniuro di gallio o
il silicio, producono una resistenza in un circuito elettrico alimentato da una
pila. Il silicio (filtrato di blu per ridurre la sensibilità al rosso) è l'elemento sono più utilizzato negli strumenti attuali.
ESPOSIMETRO,
SEPARATO. Gli esposimetri
separati adottano sistemi di misurazione della luce di
tipo diverso e si distinguono nelle versioni per misurazione a luce incidente o
riflessa. Con il primo tipo si misura nei pressi del soggetto la quantità della
luce che lo illumina (illuminamento), con il secondo si misura, invece, da una
certa distanza la quantità di luce che esso riflette (luminanza). Il primo
sistema consente di utilizzare la lettura senza necessita
di correggere l'esposizione in presenza di toni molto più chiari o molto più
scuri del tono medio per il quale sono tarati gli esposimetri. Con il secondo,
utilizzato anche dagli esposimetri incorporati, la misurazione della luce tiene
conto della capacità del soggetto di riflettere la
luce, ma fornisce indicazioni precise solo se questo è di tono medio (grigio
18%).
ESPOSIMETRO, TTL.
Negli apparecchi reflex e in alcuni altri modelli è di norma
adottato l'esposimetro tipo TTL. Si intende con
questa sigla (Through The Lens, attraverso l'obiettivo) che la cellula
dell'esposimetro viene colpita dalla luce che passa effettivamente attraverso
l'obiettivo di ripresa. In alcuni modelli la cellula misura la luce che cade sul piano pellicola o che viene riflessa da uno specchio
secondario. In questo modo (misurazione direct) l'esposimetro può effettuare una misurazione nel momento stesso
dell'esposizione, ciò che è indispensabile per il controllo dell'esposizione
usando flash dedicati (flash TTL). Gli esposimetri delle fotocamere TTL
adottano diversi sistemi per la misura dell'esposizione per la scena
inquadrata. La misurazione "media" fornisce al fotografo la media
delle luminanze della scena inquadrata, ma ciò può portare ad esposizioni
errate in caso di scene particolarmente contrastate. La misurazione a
"preferenza centrale", fornisce un dato ponderato per il 60-80% sulla
zona centrale dell'inquadratura. Consente una misurazione più selettiva e
quindi più precisa della precedente. La misurazione "spot" consente
al fotografo di misurare con estrema precisione e selettività punti nella scena
inquadrata, circa 2-3%. Dalla valutazione di più punti (che
può anche essere automatica) si può trovare l'esposizione più adatta
alle situazioni più difficili soprattutto se abbinata alla tecnica del sistema
zonale. Infine, la misurazione a "settori" si basa sull'analisi fatta
dall'esposimetro fra punti diversi dell'inquadratura (da 8 a 16 circa), in base
ad un programma prestabilito.
ESPOSIMETRO SPOT.
Particolare tipo di esposimetro separato dotato di
impugnatura a pistola in grado di effettuare una misurazione selettiva della
scena. Di solito la lettura avviene su un angolo limitato a 1-2 gradi.
ESPOSIZIONE. Tempo necessario alla luce per impressionare la
pellicola affinché riproduca correttamente la gamma tonale. Dipende dalla
sensibilità della pellicola e dall'intensita della luce. Con l'uso
dell'otturatore e dell'apertura del diaframma si controlla l'esposizione. Se la quantità di luce che impressiona la pellicola è troppa
si ottiene una sovraesposizione, se è troppo poca una sottoesposizione.
ESPOSIZIONE AUTOMATICA.
Esistono diversi modi di esposizione automatica. Nelle
fotocamere compatte l'automatismo di esposizione è in
genere programmato e regola autonomamente sia il tempo che il diaframma. Nelle reflex sono disponibili anche altre opzioni. 1)
Priorità dei diaframmi: l'automatismo controlla il tempo di esposizione
in funzione dell'apertura di diaframma scelta. 2) Priorità dei tempi:
l'automatismo controlla l'apertura di diaframma in funzione del tempo di esposizione impostato. 3) Programmi creativi: consentono
di utilizzare in automatismo la coppia tempo-diaframma più adatta al tipo di ripresa (ritratto, paesaggio, azione, notturni, ecc).
ESPOSIZIONE EQUIVALENTE.
Vedi EV.
ESPOSIZIONI MULTIPLE.
Vedi doppie esposizioni.
ETHERNET. Un protocollo di connessione via filo tra computer locali ed anche periferiche per consentire
uno scambio rapido di dati e la condivisione dei programmi.
EV. Valore Luce equivalente, dall'inglese Equivalent
Value. Al raddoppio dell'intensità luminosa il valore incrementa di una unita. I valori luce
rappresentano un puro riferimento quantitativo che si trasforma, grazie ad una
tabella, in una serie di coppie tempo-diaframma equivalenti in funzione della
sensibilità della pellicola. Il principio fu applicato nei primi anni Cinquanta
agli otturatori di tipo centrale con la possibilità di accoppiamento
meccanico della ghiera dei diaframmi a quella dell'otturatore. Bloccando le due
ghiere su un dato valore luce, era possibile scegliere la coppia
tempo-diaframma preferibile ferma restando l'equivalente esposizione: 1/15 di
sec a f/5,6 è equivalente a 1/125 a f/2. Gli EV, sono
tuttora forniti dagli esposimetri separati e si rivelano pratici nella
valutazione delle diverse luminanze di una scena. Gli EV vengono anche
utilizzati dai fabbricanti come unita di misura per indicare la gamma di
sensibilità degli esposimetri ed i limiti di impiego
dei sistemi autofocus.